Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare, sono un italiano vero?

Chi siamo? E come facciamo a scoprirlo?

Identità: Il complesso dei dati personali caratteristici e fondamentali che consentono l’individuazione o garantiscono l’autenticità, specialmente dal punto di vista anagrafico o burocratico. Siamo davvero soltanto quello che un libro anagrafico dice di noi?

 Polisemia identitaria   

 In realtà, il concetto di “identità” muta profondamente, a seconda che lo si adoperi all’interno di un discorso matematico, filosofico o sociologico. Quindi, la prima cosa da fare quando se ne parla, è considerare in quale ambito se ne stia parlando, per quali fini, e quindi con quali significati. In ambito matematico l’identità evidenzia per definizione ‘’L’uguaglianza fra due espressioni nelle quali intervengano una o più variabili’’ ma, a prescindere da ciò, sia in ambito filosofico che sociologico, il concetto di identità indica una caratteristica, o un elemento, o un’idea che renda distinguibile un individuo da tutti gli altri. Caratteristiche, elementi e idee che filosoficamente non ammettono sfumature, e indicano una qualità, o un insieme di qualità, che non consentono ambiguità, e tanto meno confusioni.Sociologicamente invece, essi non rimangono fissi, ma evolvono sia rispetto alla crescita dell’individuo, dall’infanzia alla vecchiaia, sia per effetto dei cambiamenti che si verificano a livello sociale, dato che ciascun individuo è inserito in una società e ne viene influenzato. Perciò sarebbe lecito affermare sia che l’identità di un individuo, o di un gruppo, o di una comunità, sono qualcosa di permanente e di non negoziabile, che non ammette alterazioni, in quanto o si è se stessi, o non si è, sia quanti sostengono che, al contrario, l’individuo, i gruppi e le comunità, pur avendo coscienza di sé, modificano lentamente e necessariamente tale coscienza nel corso dei processi storici, sociali, culturali, economici e linguistici.

Uno, nessuno e centomila

 Ma possono la matematica, la filosofia o la sociologia farci capire chi siamo realmente?

Probabilmente no. Sicuramente no, ma di certo la ricerca della propria identità accompagna tutti noi attraverso un cammino lungo e tortuoso, un cammino da seguire per tutta la vita, pieno di domande e quasi mai di risposte certe.

Siamo il paese dove siamo nati? La lingua che parliamo? La cultura a cui apparteniamo? Sono le nostre idee a definire la nostra identità? Oppure siamo uno, nessuno e centomilacome affermava Pirandello? Chi può dirlo? Sono domande che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita arrivando quasi sempre a pensare che forse Pirandello aveva ragione. Almeno nel mio caso è stato così. Cambiare paese, cambiare città, parlare un’altra lingua per inseguire un sogno infatti mi ha portato molte volte a riflettere su chi io sia realmente, e soprattutto a cercare di capire se avere lasciato la mia patria abbia fatto di me un nessuno, un italiano un po’ meno italiano insomma, perché è lì che sono nato, cresciuto e diventato quel che sono oggi. Beh, di certo questo cambiamento radicale mi ha reso più centomila che nessuno. Perché? Perché la mia identità, come quella di ognuno di noi, non è solo il mio paese, la mia cultura o la mia lingua, quello è solo il punto di partenza. Avere arricchito il mio bagaglio culturale di nuove esperienze, di nuovi punti di vista e di nuove idee non ha fatto altro che incrementare il mio essere, in continua evoluzione, facendomi rimanere sempre e comunque uno, me stesso con le mie radici appresso. Un me stesso con nuove esperienze da raccontare, in più di una lingua ormai, in perenne ritardo e con quell’insaziabile voglia di pizza da colmare. Alla fine sono italiano, no?

Si, essere uno, nessuno e centomila non è poi così male e credo che sia questa la definizione di identità più realistica che si possa dare. Identità è essere tutti diversi, ognuno con le proprie radici, la propria cultura e il proprio bagaglio di esperienze, ognuno uno, ognuno nessuno e ognuno centomilaa seconda della situazione, a seconda di ciò che si decide di essere, perché in fin dei conti siamo a noi a noi decidere chi siamo e come siamo. Nessun libro o vocabolario può spiegare chi siamo. Perché siamo ciò che viviamo e ciò che scegliamo di essere. In quanto a me, lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare, sono un italiano, un italiano vero. E sento nel profondamente di esserlo ovunque io sia.

Text & picture: Giuseppe Mattia Lombardi